“Il seme proviene dalla pianta che non vedi più,
e porta in sé quella che ancora non vedi”
(proverbio indiano)


Fabio Bertapelle

SEMI DI GIUSTIZIA

Un’altra parte cadde sulla terra buona
I semi come bene comune

Presentazione di Alex Zanotelli

Prefazione di Francesco Benciolini (presidente di “Associazione Rurale Italiana”, che fa parte di ”Coordinamento Europeo Via Campesina”)

Il seme è l’immagine della povertà perché vive di aria, sole e acqua, è il segno del tempo perché ci proietta dal passato al futuro ma è anche il segno di una profonda ingiustizia, perché pur essendo elemento principe della nostra alimentazione il suo valore di mercato è irrisorio.
Semi di giustizia
evidenzia l’importanza del seme sotto diversi punti di vista.
Il seme è trasmissione di una storia: l’esperienza di generazioni di contadini in tutto il mondo che con sapiente attenzione nel corso dei secoli hanno selezionato i semi più adatti al loro ambiente di vita e lavoro e hanno proiettato questo patrimonio prezioso alla nostra generazione. Ma è anche un potente strumento di solidarietà: portare i semi direttamente in tavola, senza passare per la trasformazione alimentare, può essere l’inizio di un vero e proprio “rinascimento agroalimentare”.

Fabio Bertapelle, “agronomo pentito”, sottolinea come al mercato alimentare delle grandi multinazionali che si occupano di trasformazione alimentare, si contrappone il piccolo mercato dei produttori e agricoltori che lavorano ancora per la sussistenza.
Una delle regole base del capitalismo e del mercato agroalimentare è che il grande giro di denaro si genera  in minima parte con la produzione dei semi e dei frutti, ma soprattutto con il loro commercio e trasformazione. In questo modo i piccoli produttori rimangono fuori dal gioco e sono costretti alla povertà. Non parliamo solo del Sud del mondo, anche in Occidente, basti pensare al nostro Meridione, chi coltiva la terra riceve un’inezia per i suoi prodotti, gli stessi che il consumatore finale acquisterà ad un prezzo considerevolmente superiore.

In Semi di Giustizia l’autore fa una carellata dei semi che conosciamo e di quelli sconosciuti, ci racconta la loro storia e le vicende che ne hanno segnato il percorso con una proposta di un’azione veramente concreta e solidale: condividere i semi con gli ultimi, diventando co-produttori e trasformandoci da consumatori ad agricoltori a distanza. Trasferire concretamente i semi dalla loro terra alla nostra tavola.

Ci sono già segni positivi: i contadini si aggregano nei vari continenti e a livello globale per non venire  espropriati del loro compito vitale  e si sono presentati in forma autonoma al vertice mondiale della Fao (novembre 2009, Roma) per portare le loro proposte; esistono reti di coltivatori, come la Rete Sementi Rurali, che attivano scambi di sementi contadine e propongono strumenti legislativi per favorire questa pratica.
In modo silenzioso ma diffuso molti cittadini con i Gruppi di Acquisto Solidale stanno modificando stili di vita  rifornendosi di cibo direttamente alla fonte e instaurando rapporti di condivisione con chi lavora la terra e la semina nelle piccole fattorie sostenibili; singoli cittadini e famiglie si  riuniscono nei «Gruppi di acquisto territoriale» per acquistare lotti di terreno per la produzione del  loro cibo. Fabio Bertapelle rivolge un invito ad estendere il Commercio Equo e Solidale anche alla miriade di piccole aziende dei paesi ricchi (i progetti nord-nord) che in Europa stanno chiudendo, oberate da burocrazia e leggi che avvantaggiano solo le grandi  multinazionali.

In conclusione, il cibo naturale intero, che ormai da tempo abbiamo dimenticato,  oltre a migliorare la qualità del nostro regime alimentare può diventare uno potente strumento di solidarietà.

«Riabbracciare un’alimentazione a base di cibo naturale intero di origine vegetale è davvero  un’alternativa solidale … rinunciare al privilegio egoista e ingiusto di chi si attribuisce il diritto di accaparrarsi più dell’80% delle risorse globali (energia, metalli, legname) per costruire la base del proprio benessere, sottraendola all’80% della popolazione impoverita».

Fabio Bertapelle ha quasi cinquant’anni e si definisce un “agronomo pentito” ha lavorato come agronomo solo nei primi anni dopo il conseguimento della Laurea, alla fine degli anni Ottanta. Dopo una grave malattia ha riscoperto l’interesse per l’agricoltura l’ alimentazione. Ha fondato un Centro di studio e di documentazione su agricoltura ed alimentazione nel paesino della pianura veneta in cui vive e, gratuitamente, fornisce consulenza sulla qualità del cibo a chiunque sia seriamente intenzionato a riesaminare con coscienza la propria alimentazione.

Titolo: SEMI DI GIUSTIZIA
Autore: Fabio Bertapelle
pagg.: 128  -  euro:  9,00
Editrice Missionaria Italiana
www.emi.it-sermis@emi.it-stampa@emi.it

INDICE DELL’OPERA

Il volo del seme
Seminare giustizia
Agire sul cibo: nutrirsi dell’erba che produce
seme e dell’albero in cui è il frutto
Portare i semi a tavola per scendere di livello nella catena alimentare
Un nuovo rinascimento agroalimentare è alle porte

SECONDA PARTE
Introduzione
Semi dimenticati
Manioca, un ponte tra Africa e Sudamerica
Miglio, «segreto della vita”
Quinoa, il grano delle Ande, madre di tutti i cibi
L’intreccio con gli altri beni comuni
Semi da (ri)scoprire
Della canapa non si butta niente (o quasi)
Stevia, dulcis “in fundo”
Come nutrirsi di cereali, legumi, semi: le fonti proteiche vegetali
Semi da dimenticare
Olio di palma
Mais
Soia
Cibo (dis)integrato o cibo intero? Come integrare gli alimenti in modo sano ed economico
Semi delle colonie
Caffeina, la droga più popolare al mondo
Zucchero dolce veleno
Un invito per il Commercio equo e solidale
I semi e l’equilibrio
Semi scomparsi e semi ricomparsi
Dove è finito il frumento?
Farro, il segreto dei romani
Kamut, anima della terra
Miglioramento vegetale senza alterazioni genetiche: l’uomo al posto del denaro
Semi proteici
Erba medica, la madre di tutti i cibi
Lupino, una gemma nascosta
Etica e pratica della trasformazione alimentare
Semi speziali o aromi artificiali?
Semi spontanei o semi coltivati?
I semi della fame
Breve riassunto degli ultimi cinquant’anni
I semi del futuro
La grande via contadina
Agricoltura sostenuta dalla comunità
Orti urbani, case passive e giardinieri rivoluzionari
Cuba, di necessità virtù
Land grabbing e Gruppi di acquisto territoriali
Ai nostri semi

ALLEGATI

Allegato 1. I beni comuni non possono essere comprati
Allegato 2. Frammenti luminosi. Breve glossario delle belle parole
Influenze bibliografiche

This entry was posted on sabato, agosto 28th, 2010 and is filed under Mangiare etico. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.

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